lunedì 3 gennaio 2022

La signora della nebbia

Le mie letture
Una luce di Natale per le dodici Notti Sante
La signora della nebbia


“Le bambine videro in lontananza una donna avvolta in veli bianchi che lentamente si avvicinava alla sorgente. Man mano che avanzava, tutto quello che si trovava lungo il percorso veniva avvolto da quei veli bianchi.
Nana si spaventò: “Chi è quella signora?”. Le sirene sorrisero: “È la signora della nebbia, anche lei fa parte degli spiriti dell’acqua, come noi. Siamo in tantissimi e cambiamo le nostre sembianze a seconda dell’acqua che accompagniamo”.
(…)
Nel frattempo la signora della nebbia aveva raggiunto la sorgente avvolgendo nei suoi veli l’acqua. Si fermò davanti alle bambine, che indietreggiarono impaurite.
Ma la signora sorrise amorevolmente, dicendo: “Non abbiate paura, non vi faccio niente. Adesso potrei portarvi con me sulle nuvole, farvi sorvolare prati e campi, ma sarebbe troppo per voi. È meglio che vi riporti a casa da questo viaggio”.
Prima che Amelie e Nana potessero rendersene conto, la signora le aveva già avvolte nei suoi fitti veli bianchi, intonando una dolce melodia.
Il mattino seguente, quando le bambine cercarono di liberarsi da quei veli bianchi, si accorsero che in realtà non erano avvolte in essi, ma semplicemente nelle lenzuola dei loro letti. Fuori dalla finestra videro però una fitta coltre di nebbia. La signora della nebbia non era ancora andata via
.”

Tratto dal dolcissimo libricino di Ingeborg Pilgram-Brückner, Una luce di Natale per le dodici Notti Sante, pagg. 65-66.
Illustrazione di Agnes Szucher

La magia nelle piccole cose

Lascio agli altri, senza rimpianto, il bisogno di cercare fuori la vita che vogliono vivere, una vita piena, frenetica, impegnata. La lascio agli altri, e rimango dentro.
Il mio gesto magico, spesso, è quello di chiudere la porta. Con intento, e con le mani cariche di luce.
Così ciò che è disarmonico o invadente resta fuori, e ciò che è dentro resta intatto, protetto.
Cala il silenzio, e si apre il cuore all’ascolto.

Nel silenzio accadono le piccole magie quotidiane. Quando si osserva, immobili, fuori da una finestra, o si ascolta l’emanazione dell’anima del mondo, anche dentro di sé.
Mentre osservavo immobile, appoggiata al vetro della finestra, è arrivato un codirosso spazzacamino. Non mi aveva vista, e così si è infilato fra il vetro e la persiana aggrovigliata di rampicanti. Cercava gli insetti, e io cercavo lui.
Si muoveva con frenetica eleganza, a pochi centimetri dal mio viso, e non si accorgeva del mio cuore che si riempiva di commozione.
Ho mosso le ciglia, mi ha vista, ed è volato via. Ma non lontano, è rimasto su un ramo poco distante, guardandomi attraverso la finestra per qualche attimo, prima di andare altrove. Verso altri vetri, verso altre persiane – tirate a lucido, magre di insetti.

Assomiglia a un piccolo custode del fuoco, un fuoco segreto perché, nascosto sotto le piume fuligginose, non si vede. Ma quando lui spicca il volo e la coda si muta in ventaglio, ecco la fiamma che guizza, e poi freme.

***

Nel pomeriggio ho ricevuto un dono, non per me, ma anche per me. Eppure, essendo l’unica che lo ha notato, è stato involontariamente solo per me.
Sulla striscia di terra che limita e divide due campi, erano posati tutti i guardiani delle acque, in fila, nessuno escluso.
Un airone bianco maggiore, accanto a una garzetta, accanto a un ibis sacro, accanto a un airone cenerino.
Tutti rivolti verso la stessa direzione, tutti immobili, posti quasi alla stessa distanza l’uno dall’altro.

Non so leggere i segni, ma colgo questo dono senza pensare, senza interpretare, senza vaticinare. Lo colgo e basta, con gratitudine, in silenzio.
Fotografia di Ben Douglas, raccolta da Pinterest

martedì 28 dicembre 2021

Di notti silenziose e buona filatura

Notte silenziosa,
Notte sacra,
Tutto è calmo,
Tutto brilla.


Sono le prime strofe della tanto amata Silent Night, ed è tutto ciò di cui a volte si ha bisogno.
Sicuramente è tutto ciò di cui io sento il bisogno, adesso.
Stare, semplicemente, nel momento sacro, immergersi nel sacro, nel magico, nutrirsi e riposare.
Quando si dà tanto, si crea tanto, si è sempre presenti, si ha più necessità di fermarsi, e di stare.
Stare in silenzio, stare nella calma, e non esserci per nessuno, tranne che per se stesse.

E in questo stare dentro e non fuori, osservare con gli occhi luminosi ogni cosa che, nel cuore dell’inverno, brilla.

Questo è ciò di cui sento assoluta necessità, adesso.
Per questo cercherò di vivere queste notti nel silenzio, nella calma, nel sacro.
Stando, trattenendo, in raccoglimento. Per rigenerarmi e guarire, per ritrovare gli equilibri e il mio centro luminoso.

Per osservare il mio filo,
pettinare i miei nodi,
pulire i filamenti fuligginosi
e gioire per quelli dorati.
Filamenti dorati brillano,
e donano la vera fortuna.

Un quarzo rutilato da tenere accanto, come alleato nella buona filatura,
del bianco e dell’oro.
E una fiamma sempre accesa, per non perdere il filo,
e mantenere costante la veglia.
Illustrazione di Lucy Grossmith