venerdì 25 febbraio 2022

Buio e stelle

È notte e ho appena finito di guardare uno speciale su ciò che sta accadendo poco distante da noi. Una brava giornalista gestisce collegamenti e immagini con la fatica di non commuoversi. Lei non può farlo, io sì.
E non riesco a concentrarmi, come intendevo fare, su parole e sentimenti positivi. La fiamma arde, ma è difficile alimentarla con l’intenzione. Eppure è accesa, e fa luce comunque.

Mi chiedo come si possa essere ancora a questo punto, e mi dico che se ci sono persone che brillano di luce propria, ve ne sono anche di talmente oscure, abbiette e disgustose da non avere speranza. Nessuna speranza. Né adesso né dopo.
A volte penso che mi piacerebbe vedere in quali e quanti modi pagheranno per i propri errori, in questa vita od oltre di essa.

Il vento sferza forte stanotte, sbatte le persiane, piega i rami degli alberi.
Vento di cambiamenti, luna calante, buio.

Penso a una parola magica, e mi sovviene soltanto questa: empatia.
Dal greco en, ovvero “dentro, interiore”, e pathos, interpretato come “sentimento”, ma in realtà anche e soprattutto “patimento, sofferenza”. È una parola che spesso descrive la capacità di immedesimarsi negli altri e di comprenderne profondamente i sentimenti, siano essi piacevoli o tristi.
Ma più in origine significa “sentire dentro” la “sofferenza” di altri, essere in grado di patire lo stesso dolore, di provare dentro la stessa sofferenza. E quindi di comprendere a fondo, come se il dolore fosse anche proprio.

Forse, dopotutto, quando mancano le parole, mantenere la fiamma accesa,
focolare dell’empatia e della compassione, è anche questo.

***

Sono vicina a coloro che soffrono. E a coloro che, dall’interno, raccontano a noi la loro sofferenza, e la propria. Grandi anime forgiate come il ferro, armate di penna, taccuini e piccole telecamere.
Non volto la faccia come è facile fare.
Scelgo di guardare la realtà, e di sentirla, anche se fa male.
Anche se adesso ho la nausea per ciò che ho visto.

Non mi interessano le motivazioni, non mi interessano le strategie, non mi interessano le dietrologie, non mi interessano le saccenti teorie delle grandi esperte e dei grandi esperti – spesso improvvisati – di geopolitica. Non mi interessa ciò che hanno da dire e, sempre, da contestare.
Facessero silenzio, per una volta, sarebbe un dono per il mondo intero. Silenzio. E rispetto.

Guardo ciò che accade, riconosco il gelido volto del male. I suoi occhi, che mi aprono una voragine dentro.
E sono vicina a coloro che soffrono.
Empatia. Compassione. Amore.

***

Stanotte cedo alla tristezza, al pianto, alla rabbia.
Eppure, è quando è più buia la notte che brillano più forte le stelle.
Illustrazione di Ronan Lynam

giovedì 24 febbraio 2022

La bellezza nelle pietre

Qualche giorno fa, aprendo un cioccolatino, ho trovato una frase che mi ha toccato il cuore. Allora l’avevo interpretata in modo personale, un modo legato al mio cammino, alla mia vocazione e ai progetti che sto tessendo e costruendo.
Oggi però ha un senso diverso e voglio condividerla, perché fa parte di quella fiamma, e dei suoi infiniti riflessi, che brillano nel mondo portando luce e speranza.

“Puoi costruire qualcosa di bello anche con le pietre che trovi sul tuo cammino.”
W. Goethe

È proprio così, perché sono quelle stesse pietre, siano esse come sassi trasportati dalle correnti, o frammenti polverosi – dolorosi – di ciò che è crollato e che non esiste più, la materia prima per creare nuova bellezza.
Una bellezza accogliente, gentile, morbida, amorevole.
Fotografia di A Clothes Horse.

La tempesta e il potere delle parole

Come era prevedibile, la tempesta è infine arrivata, proprio nel momento in cui si cominciava a lasciarsi dietro le spalle la precedente. Una tempesta spietata, la prima, ma senza alcuna colpa. Una tempesta spietata, la seconda, con tutte le colpe possibili, immaginabili e inimmaginabili.
In questo momento, insieme e al fianco di coloro che sono sorelle e maestre, accendo la fiamma e porto luce.
Raccolgo ancora, e ancora, le parole sacre e magiche, e le pronuncio con intenzione, sentendo vibrare la loro vita nel cuore, nel pensiero, nella voce.
Amore. Gentilezza. Cura. Comprensione. Armonia. Presenza.

È difficile pronunciare la parola Bellezza, oggi, ma è importante trovarla comunque, attorno a sé, e lasciare che parli. Del resto si dice che sarà la bellezza a salvare il mondo.
Ed è difficile pronunciare la parola Gioia, oggi, ma la Gioia è come un sole che splende e rischiara dentro, anche quando spessi e bui strati di nuvole e di fumo lo coprono. Anche quando cala la notte. Lei c’è, e cercandola, sentendola e preservandola dentro, si porterà la sua luce nel mondo.

La rabbia vorrebbe parlare attraverso le mie parole, scalpita per dire la sua.
Ma con fatica scelgo di non darle voce. Non qui, non adesso.
Per quanto sia naturale e sacra, ce n’è troppa, e qui e ora c’è bisogno di altro.

Amore. Gentilezza. Cura. Comprensione. Armonia. Presenza.
Bellezza.
Gioia.

Come scrivevo al mio tempio qualche notte fa:
La fiamma arde luminosa nonostante l’oscurità e la tempesta in arrivo.
Qualunque essa sia, non intaccherà la fiamma, essa è sicura e mai si spegne
.
Fotofragia di autrice o autore sconosciuta/o, raccolta da Pinterest.