martedì 5 luglio 2022

Il Sacro e la Datrice di Sacro

Immergersi nel sacro, fino a specchiarsi nel sacro, perché sacre lo si è diventate. Avvinte al divino, consapevolmente.
La testa con i suoi pensieri tace. Il cuore vibra, l’anima esulta. È lei a parlare. Nel sacro, ogni cosa è vista e compresa con i suoi occhi. Sorride, piena di grazia, chi vive questi attimi, e cerca il ripetersi di questa privilegiata condizione. Sorride piena di grazia, e di bellezza. Quella bellezza che illumina, che emana calore e luce… a volte qualcuno riesce a scorgerla come un alone luminoso attorno a colei che, in quel momento, è avvinta al divino, è sacra.
Immergersi nel sacro, specchiarsi nel sacro, e sacrificarsi – farsi sacra. Essere sacra.
Uno stato dell’essere che esiste e basta, incurante di farsi conoscere dal mondo, ormai privo di alcun desiderio che non sia quello di continuare a vivere nel sacro.

Colei che è consapevolmente sacra, anche solo per certi attimi, può scegliere di portare il sacro attorno a sé. Emanarlo non richiede nulla di più della sua presenza, come una stella radiante, lo emana senza compiere un gesto, senza proferir parola. È presente nel sacro, nel centro di se stessa, piena, raggiante.
Diffondere il sacro più lontano di sé, attraverso il gesto, la parola, la creazione, il rito, è l’atto di portare il sacro, dare il sacro, donarlo agli altri. Essere datrice di sacro. Sacer-dotessa.
Essere sacra, creare il sacro, comunicare il sacro, plasmare le forme del sacro, attingendo da dentro e da attorno, dall’anima radiante nel centro di sé e nella natura animata attorno a sé. In costante simbiosi sottile.
Per rendere un servizio al mondo di immenso valore. Un servizio sacro.

Esperienze che aprono gli occhi interiori alla vita più ampia, priva di limiti – il sacro non ne ha – eppure non semplici da raggiungere. Occorre privarsi di tutto ciò che si pone fra l’ego e l’immersione nuda e aperta nel sacro.
Perché ogni cosa inizia da quel primo passo.

Immergersi nel sacro, fino a specchiarsi…
Ogni giorno un passo in più,
un attimo in più,
un riflesso in più.
Dipinto di Freydoon Rassouli

giovedì 30 giugno 2022

Guarire dai torti subiti

“Guarisci dalle cose per cui nessuno si è scusato.”
Barbara Pozzo – Somebliss

È una delle cose più difficili e dolorose. Ma chi se non io? Chi se non tu?
A volte basterebbe una sola parola, “scusa”, talmente magica e potente da sollevare le montagne – quelle che gravano sul cuore. Ma quando questa parola non arriva? Quando è volutamente e orgogliosamente negata? Quando il torto subito è pesante, e magari ripetuto più volte?
Occorre guarire da sole, curare le ferite con un balsamo d’amore e infinita gentilezza.
Rivolgere a se stesse piccoli atti d’amore,
donarsi amore,
sentirsi avvolgere nell'abbraccio della Madre che Sa,
ristabilire la pace con se stesse,
e sostare in quel silenzioso biancore,
sapendo di essere nell'innocenza più pura.
Gesti di guarigione tanto semplici quanto potenti.
E il rancore che ancora si fa sentire? È lì che brucia, inutile negarlo.
Nonostante quello che si dice, credo sia importante non sopprimerlo, è una reazione naturale che ha la sua ragione d’essere, e cercare di soffocarlo, di scacciarlo nella profondità di se stesse, non solo non lo spegne, ma rischia di accrescerlo fino a farlo esplodere.
Sentirlo, senza tuttavia soffermarsi troppo su di esso, viverlo, senza però dargli potere, e soprattutto osservarlo in modo sempre più distaccato, come se fosse separato da noi, come se non ci appartenesse veramente – ed è certamente così – aiuta a lasciarlo andare, poco a poco, lentamente, senza foga,
lasciando che sia,
per poi accorgersi che non è più.

Tutto passa, tutto fluisce,
e il tempo lenisce ogni cosa,
in pace.
Fotografia di autrice o autore sconosciuta/o, raccolta da Pinterest.

martedì 28 giugno 2022

Parlare con la voce della Madre

Parlare con la voce della Madre, dare parola all’ispirazione divina, comunicarla a chi ascolta.
Molte pensano di poterlo fare, eppure poche riescono realmente a farlo.
Spesso a parlare è l’ego, che si esprime a giudizi, impartisce lezioni e vuole avere ragione.
Del resto, come si può pensare di parlare con la voce della Madre se non si conosce nemmeno la propria vera voce?
Per prima cosa bisognerebbe cercare e trovare la propria vera voce, quella che vibra dentro.
Ascoltarla, ascoltarla, ascoltarla, e imparare a portarla alla luce, alla vibrazione, al suono.
E se è la vera voce che parla, quella dell’anima,
allora è questa la voce della Madre.

Perché la Madre ha infinite voci, quante sono le anime limpide che vivono nell’universo.
E per quante siano, tutte sono in armonia fra loro.
Cambiano le lingue, il modo di esprimersi, il ritmo, l’intonazione, ma ciò che esprimono è sempre simile.
Mille parole per esprimere l’armonia universale.
Mille voci a formare un'unica voce, la cui musica sale fino alle stelle.

Se vuoi parlare con la voce della Madre, cerca la tua vera voce.
È nascosta nel silenzio.
Eppure canta…
Illustrazione di Jana Heidersdorf