giovedì 15 dicembre 2022

Il bosco delle anime-abeti

In un bosco innevato, nascosto oltre il velo del visibile, accessibile solo cavalcando il vento del nord, crescono tanti piccoli e grandi abeti. Ogni abete appartiene a un’anima vivente, ogni abete è verde, rigoglioso e sano, oppure spoglio, malato e rinsecchito, a seconda di ciò che abita nel cuore e nei gesti di colei o colui che rappresenta.
Ogni gesto, ogni parola o pensiero, fa gettare rami e aghi smeraldini, oppure li fa seccare e cadere. Compito di ognuna e ognuno, è fare in modo che l’albero sia il più sano e bello possibile, non per attaccamento al risultato, non per compiacersi di quanto sia bello il proprio albero – anzi, è forse preferibile dimenticare che esista – ma per sincera volontà di essere e rimanere anime verdi, vive, e per verdeggiare tutt’attorno, portando attraverso la propria voce, i propri gesti, la propria sola presenza, abbondanza, ricchezza, luce e bellezza.

Vi sarà sempre chi preferirà agire in modi disonesti, ingannare, emanare oscurità e trasmettere malessere e infelicità, chi crederà addirittura di poter rubare i rami verdi delle altre persone, facendo credere che quei rami sani e forti e belli siano i propri, ma il sacro bosco non mente, né può essere raggirato, e prima o poi l’albero di ognuna e di ognuno si mostra per ciò che è davvero.
Credo sia davvero importante nutrirlo e fare in modo che guarisca, curando il proprio abete, e continuando ad agire nella ricchezza,
nell’abbondanza, nella luce e nella bellezza.

***

Questo pensiero nasce dall’immagine e dalla storia di uno dei miei film preferiti, Alla ricerca della Stella del Natale, che consiglio vivamente di guardare, per sentire e vedere con i propri occhi, qualcosa di profondamente bello, e vero.
Fotografia di Emily Churchill

mercoledì 2 novembre 2022

La prima nebbia

Ieri sera finalmente è arrivata. Si è alzata, dapprima fitta, in lunghi strati bianchi, tesi come lenzuola sopra le campagne, poi diffusa, a coprire tutto.
Le ragnatele si sono riempite di minuscole goccioline, la luna era coperta da veli azzurri, l’aria era profumata.
Il profumo della nebbia. Ho provato a descriverlo, ma non ci sono riuscita.
Acqua, foglie secche, terra bagnata, o forse nulla di tutto questo.
Il profumo della nebbia è solo suo, e non vi è nulla che possa descriverlo.
Lo accolgo con gratitudine, respirandolo a pieni polmoni.
Ora è anche dentro di me. Il respiro profuma di nebbia.
Sono nebbia, e nella nebbia mi dissolvo, e mi riconosco.

***

Porto con me la pietra che più di tutte sento vicina al regno degli spiriti.
Un quarzo affumicato con fantasma. Aiuta a ricordare il passato, le strade percorse che hanno portato ad essere ciò che si è adesso, quello che si era prima e quello che si è diventate/i.
Rende percepibile l’invisibile.
Mi piace pensare che faciliti il contatto con ciò che è nascosto oltre il velo di nebbia e di fumo.
E che porti armonia fra ciò che è qui, e ciò che è al di là.
Fra noi, e loro.
Fotografia di autrice o autore sconosciuta/o, raccolta da Pinterest

lunedì 31 ottobre 2022

Di spiriti e amabili mostri

Il sole tramonta immergendosi nella foschia delle campagne silenziose. Il pettirosso ticchetta nascosto fra i rami di rosa canina, fra le bacche scarlatte e le spine appuntite. Un airone bianco appare fra le penombre nebbiose, gettate dalle ultime luci del giorno. Qualcosa sta cambiando.
Il velo si assottiglia e i mondi si incontrano, e si riuniscono.
Le lanterne di rapa e zucca dai volti gentili fanno luce fuori dalle porte e dalle finestre. Richiamano a casa gli spiriti dispersi, invitandoli alla cena silenziosa.
Le zucche ghignanti dai volti terribili, con le fiamme che bruciano dagli occhi e dalla bocca, spaventano e allontanano le entità malevole.
Ogni cosa è al suo posto. Chi deve arrivare arriva, chi deve allontanarsi si allontana.

Non serve avere paura dei mostri che stanotte vagano per le strade.
Non serve scacciare l’orrido e il macabro, per rimanere “elevati e puri”.
Serve prendere confidenza con la paura che abbiamo della morte.
È la paura che genera i mostri.
E farsi mostro, guardandosi allo specchio, aiuta ad affrontarla, ad ascoltarla e a farsela amica.

La morte è un’amica bianca e gentile.
E coloro che sono oltre il velo, spesso hanno solo bisogno di essere ricordati.

***

Cadrò nel banale, ma trovo che una frase sentita ripetere molte, molte volte ultimamente, sia quanto di più adatto a questa notte. Sono sicura di non essere l’unica ad averla a cuore.
Pertanto, felice Notte degli Spiriti “A quelli prima e a quelli dopo, a noi ora e a quelli oltre. Visibili o non visibili, qui ma non qui.”

Raccontiamo le loro storie, e le nostre. Ricordiamo.
Abbandoniamo la paura. Abbracciamo i nostri mostri.
Fotografia di autrice o autore sconosciuta/o, raccolta da Pinterest