giovedì 14 dicembre 2023

Santa Lucia, luce nell'oscurità

“Stjärnor som leda oss, vägen att finna,
bli dina klara bloss, fagra prästinna.
(...) tänd dina vita ljus, Sankta Lucia
.”
Jonna Jinton

“Stelle che ci guidano, la strada da trovare,
diventano i tuoi chiari bagliori, bellissima sacerdotessa.
(…) Accendi le tue candele bianche, Santa Lucia.”

***

Ogni anno guardare i video su Santa Lucia di Jonna Jinton è una mia tradizione che mi incanta sempre. Oggi, ascoltando la bella versione di Jonna del canto svedese Natten går tunga fjät (Sankta Lucia), mi è venuta voglia di leggere la traduzione inglese e sono rimasta incantata in particolare da alcune strofe. Ne ho fatto una traduzione italiana, la riporto qui sotto:

Light in the darkness
La versione di Jonna Jinton del tradizionale canto di Santa Lucia

“Natten går tunga fjät runt gård och stuva.
Kring jord som sol'n förlät, skuggorna ruva.
Drömmar med vingesus under oss sia,
tänd dina vita ljus, Sankta Lucia.

Trollsejd och mörkermakt ljust du betvingar,
signade lågors vakt skydd åt oss bringar.
Drömmar med vingesus, under oss sia,
tänd dina vita ljus, Sankta Lucia.

Stjärnor som leda oss, vägen att finna,
bli dina klara bloss, fagra prästinna.
/Drömmar med vingesus, under oss sia,
tänd dina vita ljus, Sankta Lucia.
”

Il bellissimo video originale di Jonna Jinton è disponibile qui: Light in the darkness

***

Traduzione inglese trascritta da Jonna Jinton:

“Night walks with a heavy step
Round yard and house.
As the sun departs from earth,
Shadows are brooding.
Dreams of wings rustling over us in prophesy,
Light your white candles, Saint Lucia.

Spells and dark powers, with light you subject.
Guard of the blessed flames, protection for us brings.
Dreams of wings rustling over us in prophesy,
Light your white candles, Saint Lucia.

Stars that lead us, the way to find,
become your clear flares, fair priestess.
Dreams of wings rustling over us in prophesy,
Light your white candles, Saint Lucia.”

***

Traduzione italiana dalla versione inglese a cura di Laura Rimola:

Luce nell’oscurità

“La notte incede con passo greve intorno al cortile e alla casa.
Mentre il sole si allontana dalla terra, le ombre incombono.
Sogni di ali che frusciano su di noi in profezia,
accendi le tue candele bianche, Santa Lucia.

Incantesimi e poteri oscuri, tu li sottometti con la luce,
vegliare le fiamme benedette, porta a noi protezione.
Sogni di ali che frusciano su di noi in profezia,
accendi le tue candele bianche, Santa Lucia.

Stelle che ci guidano, la strada da trovare,
diventano i tuoi chiari bagliori, bellissima sacerdotessa.
Sogni di ali che frusciano su di noi in profezia,
accendi le tue candele bianche, Santa Lucia.”
Illustrazione di Sarah Ekstrom

lunedì 11 dicembre 2023

Brillare in silenzio

Le ultime foglie dorate si staccano con un debole fruscio e lasciano i loro rami, spogli e umidi.
La nebbia fitta e bianca, nasconde e attutisce. Sul far della sera si tinge di delicate sfumature azzurre, mentre tutto tace.
Immobilità, quiete, attesa. Fra la nebbia una fiammella riluce, creando attorno a sé un fioco alone dorato. È tenue, velata, ma viva.
È verità e messaggio per quelle poche che riescono a vederla.

Restate nascoste, velate la luce, proteggete la magia.
È questo il tempo di brillare in silenzio.
Illustrazione di Maria Gordon

sabato 9 dicembre 2023

Non è tempo per condividere

Non è tempo per condividere, non troppo almeno. Ricordo la gioia degli anni passati, la gioia del condividere tutta la magia del periodo solstiziale, le sue tradizioni, quelle più note e soprattutto quelle allora meno conosciute, e per questo ancora più emozionanti e magiche. Magiche, almeno per me, poiché seguendo il mio filo di ricerca le scoprivo e, scrivendo di esse, sentivo di rivelare qualche piccolo segreto. Qualcosa da vivere insieme, con rispetto e discrezione, con sincerità e senza volere nulla in cambio, perché la gioia del dare era già tutto.
Eppure quel tempo ora sembra lontano, irraggiungibile, forse è svanito.
Quella gioia adesso, se voglio sentirla di nuovo, devo custodirla nel mio intimo, mantenendo le tradizioni in silenzio, talvolta senza fare nulla, se non viverle dentro di me, talaltra vivendole con poche, pochissime amate compagne di via, a cui sono sinceramente affezionata da tanti anni. Le uniche che parlano la mia stessa lingua e con le quali non c’è bisogno di spiegare, perché sanno – e sentono – tutto ciò che c’è da sapere – e sentire.
Mi manca, condividere. Ma non è questo il tempo, e non avrebbe senso farlo. Perché dove c’è troppo, l’unica cosa sensata da fare è togliere qualcosa. Dove migliaia di voci si sovrappongono e confondono, l’unica cosa sensata da fare è tacere.
O parlare sottovoce, in luoghi separati, intimi, segreti. Così che solo poche possano sentire.
E fra loro, condividere ancora. In modi diversi, più veri.
Lasciando il passo,
cambiando strada,
restando nascoste.
Dando, o restituendo, alle stesse parole che usano tutti, un senso differente, più antico e intatto. Quel senso che, dopotutto e per fortuna, non interessa più a nessuno.
Ma che, nonostante tutto, è ancora vivo, acceso, luminoso. Ed è magia.
Fotografia di autrice o autore sconosciuta/o.