venerdì 5 novembre 2021

Essere la propria Felicità

“Meriti di trovare qualcuno che ti renda felice.”

Questa è una delle frasi che ultimamente ho ascoltato, che spesso si dice e si sente, e che ogni volta mi lascia dentro un profondo disagio. Perché se fosse vera, io – e non solo io – avrei vissuto il mio percorso interiore inutilmente per quasi quaranta anni. E avendo fatto del percorso interiore, intimo e solitario, la mia unica vera ragione di vita, questa vita sinora l’avrei completamente sprecata.
Per fortuna ho camminato abbastanza per sapere che non è così, e che sono queste frasi ad essere profondamente sbagliate e oserei dire dannose.
Credo, ho sempre creduto, e sempre crederò, che la vera felicità sia uno stato d’essere interiore che solo e soltanto noi possiamo nutrire e realizzare. Perché non è qualcosa che viene dagli accadimenti esterni della nostra quotidianità, o che ci è concessa da qualcuno o qualcosa che arriva nella nostra vita, salvandoci dall’infelicità e dall’incompletezza, ma è il respiro stesso dell’anima imperitura che vive dentro, e prescinde da tutto. Un respiro luminoso, giocoso, che porta a toccare le stelle con un dito.
Dedico da sempre la mia vita alla ricerca della percezione animica, e spesso sento e vivo la gioia interiore di cui è fatta a prescindere da ciò che mi accade. Certe volte è molto forte, tanto da farmi sentire leggera e piena di luce, altre volte è lieve e silenziosa, coperta dalle nuvole, eppure sempre presente.
Aspetta che io mi liberi dalle zavorre e che la ascolti, perché è una gioia paziente.
Esiste, da innumerevoli vite, e non dipende da nessuno. Solo da chi ce l’ha dentro. Solo da chi è quella stessa gioia.
Perché nel profondo siamo esseri di anima. E l’anima è quella stessa gioia, quella stessa armonia. È puro amore. È vera felicità.

Perché mai, dunque, dovrei anche solo pensare di desiderare, o peggio, di avere bisogno, di qualcuno o qualcosa che arrivi a “rendermi felice”? Comprendo che chi non vive un percorso spirituale e non ha lavorato internamente, per tanti anni, su se stessa/o, possa pensare che serva un intervento esterno, estraneo a noi stesse/i, per ottenere la felicità, per essere “finalmente felici”. Ma non è così, non è affatto così. E finché si cercherà la felicità in posti diversi e lontani dal nostro centro numinoso, non la si troverà mai.
Si avrà al massimo una effimera percezione di felicità, passeggera o duratura, più o meno intensa, che non sarà mai stabile e sicura perché dipenderà sempre da condizioni esterne a noi, ma che ci farà credere di essere felici.
Questa però non è la vera felicità. Ne è un’eco, forse, e può essere estremamente piacevole, può dare addirittura la sensazione di essere complete, ma non è così.
Perché anche la completezza, l’integrità, che portano la gioia, la felicità, possono essere allo stesso modo trovate solo dentro di sé, possono essere coltivate e rese salde solo da noi stesse/i.
Da noi stesse/i e da nessun altro/a.

Chiediamoci se davvero, davvero abbiamo bisogno di qualcosa o di qualcuno che arrivi sul cavallo bianco a renderci felici, o se non sia meglio alzarci in piedi e trovare il coraggio di reclamare con forza la nostra vera felicità, quella preziosa, intima, indipendente e imperturbabile gioia che ci fa bastare a noi stesse/i e che porta ad essere veramente integre/i e complete/i.

Se poi, durante il percorso, si incontrerà qualcuna o qualcuno che contribuirà alla reciproca ricerca della gioia, senza metterla in difficoltà – come purtroppo spesso accade – ma sostenendola e alimentandola; qualcuno che ogni tanto offrirà – e riceverà – un abbraccio quando la stanchezza si farà sentire, e che non camminerà davanti a noi o dietro a noi, ma accanto a noi, per qualche breve momento o per un tempo più duraturo, questo sarà un bel dono da parte della vita per la nostra vita. Un dono da non dare mai per scontato e che non andrà mai abusato, ma accolto e al contempo lasciato libero di esserci oppure no, di restare o di andare.
Ma la gioia, la felicità, la completezza, l’integrità, che nascono dalla ricongiunzione con l’anima divina, saranno sempre e solo da ricercare e trovare dentro noi stesse/i.
E la cosa più bella è che sono sempre accessibili, e sempre vive, in ogni momento e in ogni luogo, a prescindere da chiunque avremo la fortuna – o la sfortuna – di incontrare lungo il nostro cammino.

Non è bellissimo sapere che non abbiamo bisogno che arrivi qualcuno a renderci felici, ma che abbiamo la possibilità di esserlo e basta?
Non è bellissimo meritare la felicità, e avere la possibilità, in ogni momento e in ogni luogo, di viverla?
Non è bellissimo essere la nostra stessa felicità?



Fotografia raccolta da Pinterest

sabato 23 ottobre 2021

Di lepri notturne e tempo sospeso

Ieri notte, salvando un leprotto e riportandolo dove ormai ho scoperto essere la loro tana, sono passata davanti al piccolo campo di fianco a casa mia. L’erba, tagliata da poco, era coperta da un sottilissimo strato di bruma, e in tre punti diversi, tre lepri adulte mi guardavano immobili. Emergevano dalla foschia con le loro orecchie attente, e il tempo sembrava sospeso. Una di loro ha fatto qualche balzo verso di me, avvicinandosi appena – mi sarei aspettata il contrario – e poi di nuovo è rimasta immobile a osservare.
Quando sono arrivata alla tana, il leprotto l’ha riconosciuta e con due balzi svelti ci si è infilato dentro. Sono uscita dal campo con le scarpe bagnate di rugiada, e sono ripassata davanti alle tre lepri, che adesso brucavano tranquille l’erba umida.
È stata una visione particolare, permeata da una calma e da un silenzio quasi irreali in una strada di paese. Come accade in questi momenti, mi sono sentita parte di una realtà separata da quella comune, una realtà che emerge quando tutti dormono, e tacciono. Una realtà a cui ho sempre sentito di appartenere.
Sono rientrata a casa con quella sensazione nel cuore.
La lego al dito come un anello.

***

Diario della Gratitudine

Oggi sono grata per la semplicità delle piccole cose, quelle che il più delle volte passano inosservate.
Per il volo silenzioso degli ibis sacri, in formazione a V, sotto morbidi strati di nuvole rosa, sopra la foschia azzurro-grigia delle campagne di sera.
Per la sensazione di pace meravigliata che provo spesso di fronte a questi voli.
Per il dono di poterli vedere molte volte, ogni giorno.
Fotografia raccolta da Pinterest

martedì 19 ottobre 2021

Ringraziare gli Errori

L’aria si fa fredda dopo il calar del sole, le foglie iniziano a ingiallire e a cadere, danzando nel vento prima di posarsi a terra. Negli ultimi giorni sono arrivati i luì piccoli, che annunciano l’arrivo dei primi freddi, e il pettirosso ha iniziato a ticchettare la mattina presto, quando è ancora buio e il respiro esce come bianco fumo dalla bocca.
In questo periodo il velo si sta assottigliando, ed è più facile vedere, sentire, incontrarsi con ciò che vive al di là, sfiorandone le dita.
In questo periodo si guarda all’immediato passato, al ciclo che si conclude, e si prende coscienza di ciò che è stato, nel bene e nel male.

***

Mi guardo indietro, e dentro, e sento una profonda gioia nel cuore, sento che ogni cosa si dipana in un modo armonioso – anche quando sembra che il filo si sia annodato – e ne sono davvero grata.
In questo ultimo periodo sto imparando a ringraziare gli errori, le complicazioni, ciò che sembra difficoltà, ma che poi si rivela un dono.
Gli errori, le complicazioni, costringono a prendere una strada diversa da quella che si avrebbe percorso se tutto fosse andato liscio; impongono la necessità di deviare, di cambiare direzione o idea, di considerare ciò che non si sarebbe preso in considerazione, a volte di incontrare chi non si sarebbe mai incontrata/o. E di creare nuovi intrecci, inaspettati quanto preziosi.
Senza gli errori, senza gli ostacoli che provocano deviazione, senza le difficoltà o i veri e propri impedimenti, le energie non verrebbero movimentate e rigenerate, gli accadimenti non verrebbero scombussolati per essere ricomposti in modo diverso, gli equilibri non verrebbero scombinati così che se ne possano creare di nuovi, forse migliori e più resistenti dei precedenti.
E anche se si tratta di momenti brevi, ciò che portano è sempre qualcosa che merita di essere vissuto.
Fotografia raccolta da Pinterest