venerdì 15 settembre 2023

Nella piccola stanza oscura

Vorrei restare immersa nella bellezza, portare parole di luce, ma la porta è chiusa. È solo di buio e rabbia e veleno che mi nutro da giorni, nella piccola stanza oscura in cui sono relegata, ogni volta che qualcosa o qualcuno – la solita persona, da quarant’anni – mi fa ribollire dentro di tutti i mali del mondo.
Si dice che chi semina vento raccolga tempesta.
Io sono figlia della tempesta, di chi per troppe volte ha seminato vento.
E non posso essere diversa da come sono. Non posso mutare né estirpare ciò che è nato dentro di me, spontaneamente, coltivato da mani non mie. Non fino a quando ogni rovescio di pioggia abbia cessato di cadere, e ogni tuono sterminatore abbia smesso di annientare, e ogni soffio di uragano abbia finito di piegare e sradicare.
E questa volta la tempesta durerà a lungo.

Mi sono chiesta in che modo una donna che cerca di essere datrice di sacro, che prova a portare luce e bellezza, possa continuare a farlo quando è immersa a tal punto nel buio da non vedere la punta delle proprie dita. Non può farlo. Se è sincera, e vera, e fedele a se stessa, non può forzare o mentire. Può solo accettare ciò che accade, fermarsi, accogliere l’oscurità e lasciare che sia.
Può solo aspettare che la tempesta passi, anche quando la tempesta ce l’ha dentro. E viverla, fino in fondo, sperando di non esserne annientata lei stessa.
Del resto, negare il lato oscuro, ridurlo al silenzio, provarne colpa o vergogna, non solo fa ancora più male, ma non risolve nulla.
Che parli, dunque, l’oscurità,
con parole taglienti e nere.
È la sua natura, e nulla può cambiarla
.

***

E se la bellezza della luce ferisce i miei occhi abituati al buio,
vorrà dire che cercherò la bellezza nel buio.
Di un velo nero mi copro il volto,
in muta solitudine,
e mi immergo nella mia oscurità.

Eppure
cerco la stella,
nonostante tutto.
Sempre che ancora meriti di trovarla.
Illustrazione di Rosalie Lettau

domenica 20 agosto 2023

Donna d’Anima

Due sere fa, mentre scrivevo e lasciavo scorrere le parole, è affiorato da solo un nome che forse, sopra tutti gli altri e sopra quelli che avrei voluto portare, è ciò che risuona veramente con ciò che sento e ciò che cerco di essere. Sono una donna d’anima.
È umile ma al contempo presuppone il tentativo di compimento di quella via che volge all’interno, alla luce eterea ed eterna che brilla dentro, che ho scelto e sempre cammino, non sempre riuscendoci, ma sempre con pieno amore e dedizione.
Una donna d’anima, che cerca di dare voce all’anima stessa e di portare bellezza attorno a sé.
Come un minuscolo sole, che per quanto fatichi a brillare, esiste.
Esiste. Ed è fatto di anima.
Fotografia di autrice o autore sconosciuta/o.

L’Amore più grande

Quanto ti amo, mia dolce anima. E quanto amo la casa che hai scelto di abitare in questa vita, per quanto imperfetta, e un po’ trascurata.
La amo, perché è così com’è. E perché la abiti tu, che la illumini dall’interno, e rendi tutto lucente e vivo, tu che riempi gli occhi di luce, e che anche quando sei nascosta e seppellita da pensieri e nuvole, scaldi, e brilli, e sai.
Sai, che trovo sempre il modo di tornare da te.